L'Etna
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Il
vulcanismo in Sicilia ha radici antiche e straordinarie manifestazioni
ancora attuali. Come in ogni grande zona strutturale della
crosta terrestre, anche qui esso si presenta con peculiari
caratteristiche di attività e di chimismo dei prodotti eruttati,
in relazione alle differenti condizioni geologiche. In altre
parole i tre distretti vulcanici dell'isola (Etna, Eolie e
Canale di Sicilia), attraverso il tipo di magma emesso e le
modalità di eruzione, riflettono i fenomeni profondi di fusione
localizzata della crosta o del mantello terrestre, rivelando
importanti informazioni sui contesto geodinamico che dà luogo
ai fenomeni vulcanici stessi.
Il
monte Etna
L'Etna
è il maggiore vulcano attivo d'Europa con i suoi oltre 3300
m di altezza ed un diametro basale di circa 40 km. L'attività
vulcanica ha inizio 700-500000 anni fa con intrusioni magmatiche
sottomarine nella zona di Acicastelio ed effusioni laviche
subaeree nei pressi di Paternò. Negli ultimi 100000 anni l'asse
eruttivo migra verso ovest costituendo almeno sei principali
edifici vulcanici sovrapposti con emissione di magmi appartenenti
alla serie alcalino-sodica. L'aspetto attuale del vulcano
è il risultato di un evento esplosivo che risale a circa 14000
anni fa con la formazione della caldera del Cratere Ellittico.
L'Etna ha quattro crateri sommitali attivi (Cratere di Sud-Est,
Bocca Nuova, Voragine. Cratere di Nord-Est), tre zone principali
di frattura disposte a raggio e numerose bocche eccentriche
(circa 250). L'attività storica è consistita in un degassamento
continuo dai crateri sommitali associato a fenomeni stromboliani
e pliniani, dei quali il più violento è avvenuto nei 122 a.C.
Le maggiori quantità di lava sono state emesse anche in tempi
recenti dalle bocche eccentriche.
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